I libri che ho letto quando non avevo voglia di leggere
Alla competizione delle pagine lette con gli altri non partecipo, ma quella tra me e me stessa esiste eccome.
Tipo che mi costringevo a stare seduta in una sorta di pace autoimposta per leggere. Come si fa di solito per studiare. Ho passato mesi in blocco del lettore.
E poi c’è questo maledetto mondo di influencer di libri che mi grida:
«Muoviti a leggere, ti stai perdendo quest’altrooooo». Mi fanno salire il nervoso e mi intasano la galleria di screen che non riguarderò mai.
Meno male che mi è passato Saviano, che diceva una cosa tipo: HO VENTIMILA LIBRI blablabla, non importa quanti libri non letti hai in libreria, anche quelli dicono chi sei.
Il libro dell’anno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Morte accidentale di un anarchico – Dario Fo
Una satira lucidissima e feroce sugli abusi di potere. Lo consiglio soprattutto a chi non lo comprerebbe mai perché pensa che esistano “letture politiche” destinate a pochi.
È invece la dimostrazione che un grande autore può far ridere e riflettere un pubblico estremamente vario.

Secondo posto
Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi
(((Già guardando i primi due titoli mi viene da pensare che la capacità di scrittura del secolo scorso sia una nostalgia inevitabile per ogni lettore.)))
È la storia di come un piccolo evento possa trasformare un uomo. O forse, come sostiene il suo medico, Pereira è sempre stato così: la lotta tra le sue anime porterà ad un nuovo io egemone che finirà per liberarlo dalla censura.
Ci sono Pereira il giornalista e un giovane sovversivo in pericolo.
Ma c’è anche un ottimo suggerimento su come interpretare i propri moti interiori (Tabucchi non parla esplicitamente di ansia, eh, però l’ansia Pereira ce l’aveva sicuro).

Terzo posto
I Netanyahu – Joshua Cohen
Campus novel sulla famiglia Netanyahu e sul loro arrivo in America. L’autore si prende una certa libertà narrativa e ne esce un teatro dissacrante e ambiguo: situazioni imbarazzanti, dibattiti accesi su storia e religione accompagnano il lettore nel restituire una certa “umanità” a personaggi storici controversi.
* Umanità affatto caritatevole, anzi.

Quarto posto
L’avversario – Emmanuel Carrère
Un uomo mente per diciotto anni sul proprio lavoro a moglie e figli. Quando la menzogna sta per essere scoperchiata, succede il delirio.
Caso di cronaca nera francese del 1999: tiene incollati dalla prima all’ultima pagina. Qui Carrère vince perché la scrittura tesse un rapporto di “comprensione reciproca” tra colui che scrive e il mitomane protagonista.

Quinto posto (d’affezione)
Nel mare ci sono i coccodrilli – Fabio Geda
Un testo accessibile a tutti che racconta le prime tratte di esseri umani provenienti dal Medio Oriente.
È la storia vera di un ragazzino che parte, spinto dalla madre, alla ricerca di un futuro migliore per sé e per la sua famiglia. Fa venire il voltastomaco ed è impossibile restarne indenni.

Osservazioni finali: DOVE SONO LE QUOTE ROSA?
Nemmeno una donna in classifica. Ho letto solo Dacia Maraini e Sylvia Plath e, per metterle in lista, avrei dovuto necessariamente stare un po’ depressa nei giorni in cui la compilavo.
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