GIURO CHE NON CONSIGLIERÒ KUNDERA: L’ESTATE CON GLI ADELPHI.

SIETE ANCORA, COME SEMPRE, DEI POVERI CONSUMISTI

Passato il tempo del matrimonio di Bezos e delle proteste a Venezia — perché il fastidio per la ricchezza è doverosamente taciuto, ma l’odio per l’ostentazione è meritatamente e storicamente dimostrato — sempre di ostentazione si accusa il lettore Adelphi. Quel classico buon uomo o buona donna che sa (o crede di sapere) cosa sia davvero la cultura e cosa invece sia solo prodotto subculturale per la classe media.

Non da meno, le trovate di marketing dell’editoria secondo alcuni, fanno male al mondo editoriale nel suo complesso un po’ per lo stesso abbietto motivo di povertà spirituale. D’altronde si ritengono il marketing (e il profitto) qualcosa di totalmente estraneo alla logica dell’intellettuale che spende diciannove euro per l’ultima uscita di un libro, perché è grottesco pensare una casa editrice come sola “azienda”. Eppure il Gruppo Mondadori ha acquisito un’opzione per l’acquisto del 10% del capitale sociale di Adelphi Edizioni. COSA CENTRA BERLUSCONI?!?!?!

Altra obiezione alle promozioni con gadget denuncia il consumo di massa da parte di lettori passivi, che fanno binge reading senza curarsi dell’aspetto di nicchia del libro come oggetto culturale. I grandi lettori sono dei grandissimi sperperatori di patrimoni – e questo la casa editrice lo sa — perché niente viene più facile, per un lettore, che accumulare libri su libri da leggere, in una sorta di buco nero delle “prossime letture”. Ed è un approccio molto diverso da quello del “scegliere di acquistare da quella casa editrice che ha pubblicato proprio quel libro di quell’autore contemporaneo ancora in vita, che presenterà a Cortina d’Ampezzo proprio quest’estate”. Roba da ricchi e basta.

Avere le borse nuove di Adelphi, invece, è un po’ come essere stati invitati al matrimonio di Bezos: un’ostentazione non richiesta, per il lusso sporco di potersi permettere un quarto di centone per due libri (in edizione economica). O semplicemente di essere accumulatori di beni materiali.

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Ma a me che me ne frega? Quelle borse sono bellissime (pure con i manici corti) e meritano tutto il mio denaro. La promozione è: due libri, una borsa.

E io acquisterò dei libri perché voglio la borsa. La borsa è il fine ultimo. Non il libro. Uno a zero per il capitalismo.

Qui vi consiglio dieci Adelphi per l’estate, adatti all’attività preferita del lettore: dissociarsi dalla realtà esterna. Intendo dire che segnalerò solo quei testi che — in treno, al mare, la sera in terrazza — vi daranno proprio quell’esperienza extra corporea della perdita della cognizione del tempo e non quelli pallosi per gente che se la mena con la favola dello “sforzo necessario per assorbire cultura”. Ecco dei capolavori scritti da autori intelligentissimi che saziano.


I MIEI 10 CONSIGLI PER L’ESTATE (O PER LA BORSA)

Junky – William S. Burroughs
Cronache di un celebre eroinomane. Romanzo semiautobiografico crudele, sferzante e tragicomico. Il tipo di libro che vi farà dire: “Ma che cazzo…”.
Consigliato con una birra.

Max e Flora – Isaac B. Singer
Conoscete questo autore e non ve ne liberate. Storie di prostitute, malavita e amore direttamente dal ghetto ebraico di Varsavia. Riflessioni potenti, personaggi rocamboleschi.
Consigliato con uno spritz rigorosamente bianco, non in calice ma in boccale.

Zia Mame – Patrick Dennis
Le avventure di un ragazzino e sua zia milionaria nella New York anni ’20. Spassoso, leggero, arguto. Basta un ghiacciolo a fargli compagnia.
Disclaimer: non mi assumo la responsabilità per tutti gli impegni che diserterete per finirlo.

Follia – Patrick McGrath
Basic, perché famosissimo, ma recuperatelo al più presto. Storia d’amore in un manicomio, un po’ grottesca e con un finale sorprendente.
Da accompagnare con una ribolla ghiacciata.

Elizabeth – Ken Greenhall
Un thriller/horror/giallo/non-so-bene-che-genere-sia. Non mi appartiene, ma è da vergognarsi quanto vi piacerà. Raccapricciante. Questo è per non consigliare la scontata Shirley Jackson, ma ça va sans dire.
Bloody Mary.

L’avversario – Emmanuel Carrère
Storia di un serial killer francese. Padre di famiglia. Un incubo surreale scritto da una penna che sta sulla bocca di tutti da un bel po’.
Da leggere con un Americano.

Quando abbiamo smesso di capire il mondo – Benjamín Labatut
Biografie con derive immaginative di famosi scienziati. Un libro-esperimento talmente curioso da mandarvi matti. Copertina orrenda peccato.
Mojito.

L’eredità di Eszter – Sándor Márai
Una bella e infelice storia d’amore estiva, solo se siete tristi. La speranza vi soffocherà fino all’arrendevolezza.
Gin tonic (ma almeno tre) e rumore di cicale.

Greco cerca Greca – Dürrenmatt
Un’operetta un po’ più seria che anche se contiene descrizioni lente, la trama sorprende sempre. L’autore è per me fenomenale, consiglio di recuperare anche altro di suo.
Whiskey sour.

Lolita – Vladimir Nabokov
Si può leggere solo d’estate e solamente d’estate. Lolita fuoco dei miei lombi. Recuperatelo, chi se ne frega se vi pare poco ortodosso. È l’ora di guardare in faccia la realtà. Nessuno vi dimostrerà meglio di Nabokov quanto può essere potente un romanzo se scritto con il linguaggio giusto.
Negroni sbagliato.


Infine, di Adelphi è bello praticamente tutto. Andate sereni.


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